Cultura

Palazzo Spada

a cura dell'Ufficio di Staff del Sindaco e dell'Ufficio Stampa del Comune di Terni

Stagione di prosa: al Secci Miseria e nobiltà

09.01.2017 - ore 12:01 - Da mercoledì a sabato il testo di Scarpetta interpretato da 11 giovani attori

(ufficio stampa) - Un testo che rappresenta la storia del teatro è quello che va in scena al teatro Secci di Terni da mercoledì 11 a sabato 14 gennaio nel cartellone della Stagione di Prosa 2016/2017 organizzata dal Teatro Stabile dell’Umbria e dal Comune di Terni: Miseria e Nobiltà di Eduardo Scarpetta nella riscrittura di Michele Sinisi, che ne firma anche la regia, e con 11 giovani attori in scena tra cui l’umbro Ciro Masella.I biglietti per lo spettacolo possono essere acquistati in prevendita presso il botteghino centrale del CAOS tutti i giorni dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19.
Miseria e Nobiltà come testo contemporaneo sarà analizzato nell’incontro che Lorenzo Mango avrà con Michele Sinisi venerdì 13 alle ore 17 in bct nel programma di Prima dello Spettacolo.
I biglietti per lo spettacolo possono essere acquistati in prevendita presso il botteghino centrale del CAOS tutti i giorni dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19.
Miseria e Nobiltà è prima di tutto un testo farsesco scritto da Eduardo Scarpetta sul finire dell’800. Ma in realtà nel tempo è diventato molto di più fino ad approdare al territorio della memoria istintiva e ancestrale; senza perdere il senso originario e mantenendo intatta la sua radice teatrale, la rappresentazione della vita segue le forme del tempo presente con tutte le dinamiche che la società ingloba e restituisce ogni giorno.
La storia di un povero squattrinato, Felice Sciosciammocca, che costretto a vivere di espedienti per rimediare a fatica un tozzo di pane, dà vita a una fitta tessitura di trovate dialogiche e di situazioni che rappresentano la summa dell’arte attoriale italiana e di quanto di meglio la storia del teatro (in particolare quella napoletana) abbia prodotto nel tenere il pubblico inchiodato alla sedia. Dice Sciosciammocca nell’ultimissima battuta della storia: Torno nella miseria, però non mi lamento: mi basta di sapere che il pubblico è contento.

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