Statuto

Titolo II - Partecipazione, accesso e informazione dei cittadini

CAPO 1 - PRINCIPI GENERALI

Articolo 4 (Ambito di applicazione)

1. Le disposizioni dello Statuto relative agli istituti di partecipazione ed ai diritti dei cittadini si applicano, oltre che ai cittadini iscritti nelle liste elettorali del Comune di Terni:
ai cittadini residenti nel Comune di Terni, non ancora elettori, che abbiano compiuto il sedicesimo anno di età;
ai cittadini non residenti nel Comune di Terni, ma che nel Comune esercitino la propria attività prevalente di lavoro o di studio;
ai cittadini dell'Unione Europea e agli stranieri regolarmente soggiornanti nel Comune di Terni.

CAPO 2 - DIRITTO DI INFORMAZIONE

Articolo 5 (Pubblicità dei documenti amministrativi)

1. Tutti i documenti amministrativi del Comune, delle Aziende Speciali e degli Enti controllati dal Comune, sono pubblici ad eccezione di quelli riservati per espressa indicazione di Legge.
2. E' considerato documento amministrativo ogni rappresentazione grafica, fotocinematografica, elettromagnetica o di qualunque altra specie, del contenuto di atti, anche interni, formati dall'Amministrazione o comunque da essa utilizzati ai fini della attività amministrativa.
3. E' riconosciuto a chiunque vi abbia interesse il diritto di accesso ai documenti amministrativi, in modo che sia assicurata la immediatezza e la massima semplicità delle procedure, senza aggravio di tempo, di attività e di spesa per i richiedenti, secondo le modalità stabilite dal Regolamento dei procedimenti amministrativi e del diritto di accesso e di informazione del cittadino di cui all'art. 37, comma 3, lett. c).
4. Il Regolamento, di cui al comma 3, individua i documenti amministrativi del Comune, delle Aziende Speciali e degli Enti controllati o comunque rientranti nella loro disponibilità di cui può essere differita o limitata l'esibizione, al fine di tutelare la riservatezza di terzi, persone, gruppi ed imprese, sempreché venga garantita agli interessati la visione dei documenti la cui conoscenza sia necessaria per la tutela dei loro interessi giuridici.
5. L'esame dei documenti è gratuito. Il rilascio di copia è subordinato al solo rimborso del costo di produzione, salve le disposizioni vigenti in materia di bollo, nonché i diritti di ricerca e di visura.
6. Il regolamento di cui al comma 3:
individua i casi nei quali l'accesso può essere differito o temporaneamente vietato ai sensi del comma 4; istituisce un registro, da chiunque consultabile, nel quale sono riportati i provvedimenti di diniego e quelli di differimento dell'accesso con l'indicazione del termine eventuale;
assicura il diritto di accesso mediante esame ed estrazione di copia dei documenti amministrativi;
detta le norme necessarie per assicurare ai cittadini l'informazione sullo stato degli atti, delle procedure e sull'ordine di esame di domande, progetti e provvedimenti che comunque li riguardino;
7. Nel caso in cui siano attivati procedimenti relativi all'adozione di atti che incidano su situazioni giuridiche soggettive durante la fase istruttoria e prima che gli atti siano adottati, è garantita la partecipazione degli interessati, ai sensi della Legge 7 agosto 1990, n. 241 e successive modifiche ed integrazioni, secondo le modalità stabilite dal Regolamento di cui all'art. 37 comma 3 lett c).
8. E' istituito l'Ufficio Relazioni con il pubblico secondo le modalità di cui al Regolamento.
9. Il Comune tutela e valorizza il patrimonio archivistico.

Articolo 6 (Informazione dei cittadini e comunicazione pubblica)

1. Il Comune cura la più ampia informazione dei cittadini ed attua iniziative di comunicazione di pubblica utilità volte ad assicurare la conoscenza delle proprie attività, tenuto anche conto delle categorie e delle fasce di utenza e con particolare riguardo:
ai bilanci preventivi e consuntivi;
agli strumenti di pianificazione territoriale ed urbanistica;
alle valutazioni di impatto ambientale delle opere pubbliche;
ai Regolamenti e comunque alle iniziative che attengono ai rapporti tra Pubblica Amministrazione e cittadini;
ai servizi ed alle strutture;
alle attività del Consiglio Comunale.
2. Il Consiglio Comunale definisce indirizzi e criteri diretti ad assicurare la completezza e l'imparzialità dell'informazione.
3. Il Sindaco e la Giunta si avvalgono di strumenti grafici, editoriali, audiovisivi, telematici, multimediali, pubblicitari, di comunicazione istituzionale integrata, nonché di proprie pubblicazioni e di iniziative informative sviluppate attraverso stampa ed emittenti radiotelevisive.

CAPO 3 - INIZIATIVA, CONSULTAZIONI E REFERENDUM POPOLARI

Articolo 7 (Istanze e petizioni)

1. I cittadini singoli o associati possono presentare istanze e petizioni in forma scritta, secondo le modalità previste dal Regolamento degli Istituti di Partecipazione di cui all'art.37, comma 3, lett. o) . Le istanze e le petizioni sono dirette al Sindaco.
2. Il Sindaco, qualora non si tratti di materie rientranti nella propria sfera di attribuzioni, trasmette senza indugio l'istanza o la petizione alla Giunta o al Consiglio Comunale o al Dirigente competente secondo le rispettive competenze.
3. Gli Organi destinatari delle istanze e delle petizioni sono tenuti a procedere al relativo esame entro il termine di giorni sessanta dal ricevimento, comunicando la risposta agli interessati entro i successivi quindici giorni.

Articolo 8 (Iniziativa popolare)

1. I cittadini esercitano l'iniziativa degli atti di competenza degli Organi Comunali mediante la presentazione di una proposta di deliberazione, accompagnata da una relazione illustrativa, che rechi non meno di trecento sottoscrizioni autenticate e raccolte nei tre mesi precedenti il deposito, secondo le modalità previste dal Regolamento di cui all' art.7, comma 1.
2. La proposta è diretta al Sindaco il quale, quando non si tratti di atti di propria competenza, la comunica immediatamente alla Giunta o al Consiglio Comunale, a seconda delle rispettive attribuzioni.
3. Sugli atti, oggetto di iniziativa popolare, il Sindaco e la Giunta assumono le proprie determinazioni, recependone totalmente o parzialmente il contenuto ovvero respingendoli, entro novanta giorni dal ricevimento della proposta.
4. Per gli atti di iniziativa popolare che appartengono alla competenza del Consiglio Comunale, la proposta di deliberazione è posta all'ordine del giorno della Commissione Consiliare competente entro trenta giorni dalla comunicazione da parte del Sindaco. Un rappresentante designato dai cittadini sottoscrittori può partecipare, senza diritto di voto, ai lavori della Commissione. In mancanza di designazione può partecipare il primo dei firmatari.
5. La proposta di deliberazione, se non è respinta o approvata con modificazioni dal Consiglio Comunale entro tre mesi dall'avvenuta comunicazione da parte del Sindaco, è posta in votazione dal Presidente del Consiglio Comunale nel testo dei sottoscrittori.

Articolo 9 (Iniziativa dei Consigli Circoscrizionali)

1. I Consigli Circoscrizionali esercitano l'iniziativa degli atti di competenza del Sindaco, della Giunta e del Consiglio Comunale mediante proposta scritta, corredata da una relazione illustrativa, secondo le modalità previste dal Regolamento Istituti di Partecipazione di cui all'art. 37, comma 3, lett. o), del presente Statuto.
2. Per quanto non disciplinato dal presente Statuto e dal Regolamento di cui al precedente comma, alle proposte di iniziativa dei Consigli Circoscrizionali si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui agli articoli 7 e 8.

Articolo 10 (Interrogazioni e interpellanze popolari)

1. I cittadini possono proporre interrogazioni e interpellanze mediante richiesta recante le firme autenticate di non meno di duecento sottoscrittori, raccolte nel mese precedente la sottoscrizione, secondo quanto previsto dal Regolamento degli Istituti di Partecipazione di cui all'art. 37, comma 3, lett. c) dello Statuto. Le interrogazioni e le interpellanze sono dirette al Sindaco e devono contenere l'indicazione del rappresentante dei sottoscrittori.
2. Il Sindaco provvede a rispondere alle interrogazioni e alle interpellanze entro sessanta giorni dalla relativa presentazione e ne dà comunicazione al rappresentante dei sottoscrittori entro lo stesso termine.

Articolo 11 (Referendum Consultivo)

1. E' indetto Referendum consultivo sulle materie di competenza del Consiglio Comunale, fatta eccezione per quelle previste dall'art. 32 lettere g), i), l), m), n) della Legge 8 giugno 1990, n. 142, quando lo richiedano:
duemilacinquecento cittadini;
un terzo dei Consiglieri Comunali;
la metà più uno dei Consigli Circoscrizionali.
2. Il Referendum è indetto dal Sindaco entro due mesi dalla pronuncia di ammissibilità dell'ufficio comunale per i referendum.
3. Quando il Referendum sia stato indetto, il Consiglio Comunale sospende l'attività deliberativa sul medesimo oggetto, salvo che con deliberazione approvata dai due terzi dei suoi componenti, riconosca che sussistono ragioni di particolare necessità ed urgenza.
4. Il Consiglio Comunale è tenuto a deliberare sull'oggetto del referendum entro due mesi dalla proclamazione dell'esito del procedimento referendario, qualora sia stata raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi ed abbia partecipato al voto almeno la metà più uno degli aventi diritto.
5. Qualora il Consiglio Comunale deliberi con la maggioranza di cui al comma 3, per ragioni di particolare necessità ed urgenza, senza attendere il compimento del procedimento referendario, l'assemblea è tenuta al riesame dell'atto entro trenta giorni dalla proclamazione del risultato del referendum, qualora esso sia difforme dalle determinazioni consiliari in precedenza assunte, sempre che abbia partecipato al voto referendario almeno la metà degli aventi diritto.
6. Il Referendum diventa improcedibile quando l'Amministrazione adotta provvedimenti recanti innovazioni sostanziali e corrispondenti alla volontà espressa dai firmatari.
7. Il Regolamento di cui all'art. 37, comma 3, lett. i), disciplina le modalità per lo svolgimento dei referendum.

 Articolo 12 (Referendum propositivo)

1. E' indetto Referendum propositivo sulle materie di competenza del Consiglio Comunale fatta eccezione per quelle previste dall'art. 11, comma 1, e per le materie concernenti l'ordinamento del personale comunale, delle Istituzioni e delle Aziende e la tutela delle minoranze etniche e religiose.
2. Il Referendum è indetto dal Sindaco, qualora lo richiedano:
duemilacinquecento cittadini;
un terzo dei Consiglieri Comunali;
la metà più uno dei Consigli Circoscrizionali.
3. Il Referendum è indetto entro due mesi dalla pronuncia di ammissibilità dell'ufficio comunale per i referendum.
4. Il Consiglio Comunale delibera sulla proposta oggetto del referendum entro due mesi dalla proclamazione dell'esito del procedimento referendario, qualora la proposta abbia ricevuto il voto favorevole della maggioranza dei voti validamente espressi ed abbia partecipato almeno la metà più uno degli aventi diritto.

Articolo 13 (Ufficio comunale per i referendum)

1. La richiesta di referendum è presentata all'ufficio comunale per i referendum che, entro sessanta giorni dal ricevimento, procede alla verifica della regolarità delle sottoscrizioni e si pronuncia sulla sua ammissibilità.
2. L'ufficio comunale per i referendum è costituito dal Difensore Civico, che svolge le funzioni di Presidente dell'Ufficio, dal Segretario Comunale e dal Presidente del Consiglio Comunale.
3. Ai lavori dell'ufficio comunale per i referendum può partecipare, in qualità di osservatore, un rappresentante dei sottoscrittori.

Articolo 14 (Svolgimento dei referendum)

1. Non è consentito lo svolgimento di più di due Referendum in un anno. Le operazioni di voto relative ai referendum sono preferibilmente concentrate in una sola data nell'anno solare.

Articolo 15 (Consulte)

1. Il Comune promuove consulte di partecipazione su base cittadina, in materia di politica sociale, ambientale e dello sport, nonché su ogni altra materia individuata dal Consiglio Comunale. Delle Consulte sono chiamati a far parte i rappresentanti delle associazioni operanti in tali settori.
2. Le Consulte esprimono parere nelle materie di propria competenza ogni qual volta ne venga fatta richiesta dagli Organi istituzionali del Comune.
3. I pareri di cui al comma 2 si intendono acquisiti qualora non vengano resi entro il termine di giorni quindici dalla trasmissione della documentazione da parte degli Organi richiedenti.
4. Le Consulte possono esprimere proposte e suggerimenti in sede di ricognizione annuale sullo stato di attuazione dei programmi di cui all'art. 36, comma 2, D. Lgs. 25 febbraio 1995 n. 77.
5. Alle Consulte è riconosciuto una volta l'anno, su richiesta motivata, il diritto di audizione da parte degli Organi istituzionali del Comune.
6. Le modalità di costituzione, convocazione e di funzionamento delle Consulte sono stabilite dal Regolamento di cui all'art. 37, comma 3, lett. l).

 CAPO 4 - DIRITTI DELLE ASSOCIAZIONI

Articolo 16 (Libere forme associative)

1. Il Comune valorizza le associazioni, le organizzazioni e gli enti a base associativa, favorendone la partecipazione attiva all'esercizio delle proprie funzioni, garantendone l'accesso alle strutture ed ai servizi comunali, assicurando sedi, mezzi e strumenti per l'espletamento delle attività associative, nei limiti consentiti dalle risorse comunali, nel rispetto di quanto previsto dalla legge e secondo le modalità e procedure disciplinate dal Regolamento di cui all'art. 37, comma 3, lett. h.
2. Alle associazioni sono riconosciuti i seguenti diritti:
Presentare istanze, petizioni e proposte, accedere agli atti e alle informazioni concernenti l'attività amministrativa in relazione ai fini dell'associazione risultanti dallo Statuto;
partecipare nei casi e secondo le modalità previste dal Regolamento agli organismi consultivi istituiti dal Comune e al controllo sociale dei servizi;
avvalersi del Difensore Civico;
accedere alle strutture ed ai servizi che il Comune mette a disposizione nell'osservanza delle norme statutarie e regolamentari;
partecipare con diritto di parola ai lavori delle Commissioni Consiliari competenti secondo le modalità previste dal Regolamento;
le associazioni senza scopo di lucro iscritte nel registro di cui al comma 4 che agiscono nel settore dell'assistenza nonché in altri ambiti di interesse collettivo, le quali intendono svolgere attività ed iniziative di interesse generale, possono presentare al Comune specifici progetti corredati di un piano tecnico finanziario, con obbligo della Amministrazione Comunale di procedere al loro esame.
3. Presso il Consiglio Comunale è istituito il Registro delle Associazioni, delle Organizzazioni del volontariato e degli Enti che hanno sede nel Comune di Terni.

Articolo 17 (Accesso alle strutture ed ai servizi del Comune)

1. Il Consiglio Comunale, con il Regolamento di cui all'art. 37, comma 3 lett. o), determina le modalità attraverso cui le Associazioni, le Organizzazioni del Volontariato e gli Enti, che ne facciano richiesta, possono accedere alle strutture ed ai servizi del Comune, in particolare per quanto riguarda: l'utilizzazione di sale per convegni, congressi e incontri;
l'accesso alle pubblicazioni periodiche del Comune, nonché ai servizi tipografici e di affissione.
2. Il Regolamento di cui al comma 1, disciplina l'accesso di movimenti o comitati di cittadini ai servizi di cui alle lettere a) e b).

Articolo 18 (Affidamento dei servizi pubblici di base)

1. Il Consiglio Comunale, a norma della lettera f) dell'art. 32, comma 2, della legge 8 giugno 1990, n. 142, determina i criteri e le modalità per l'affidamento dei servizi pubblici di base ad Associazioni o ad Organizzazioni del Volontariato, in modo da assicurare una gestione efficace, trasparente e con la diretta partecipazione degli utenti.

Articolo 19 (Armonizzazione e regolamentazione degli orari dei tempi)

1. Il Consiglio Comunale disciplina con apposito Regolamento le forme di consultazione e di concertazione atte all'esercizio, da parte del Sindaco, delle attribuzioni di cui all'art. 36, comma 3, della Legge 8 giugno 1990, n. 142.

 CAPO 5 - CENTRO DELLE PARI OPPORTUNITA'

Articolo 20 (Costituzione del Centro)

1. Il Comune assume la parità dei diritti uomo-donna come fondamento della propria azione.
2. Il Comune istituisce un Centro delle Pari Opportunità del quale fanno parte di diritto le elette del Consiglio Comunale e nei Consigli di Circoscrizione. Le modalità di costituzione, di funzionamento ed i compiti di tale Centro sono disciplinati da apposito regolamento.

 CAPO 6 - DIFENSORE CIVICO

Articolo 21 (Funzioni)

1. Il Difensore Civico vigila sull'imparzialità ed il buon andamento della Pubblica Amministrazione del Comune e delle Istituzioni, Aziende Speciali ed Enti controllati dal Comune.
2. In particolare, il Difensore Civico agisce a tutela dei diritti e degli interessi dei cittadini in attuazione della legge 8 giugno 1990, n. 142, della legge 7 agosto 1990, n. 241, dello Statuto e dei Regolamenti del Comune, nonché degli Statuti e dei Regolamenti delle Aziende Speciali e degli Enti controllati dal Comune.
3. Il Difensore Civico non è soggetto ad alcuna forma di subordinazione gerarchica, né a poteri di indirizzo e direzione, ed esercita le sue funzioni in piena autonomia.

Articolo 22 (Requisiti, nomina, durata e cessazione)

1. Può essere designato Difensore Civico qualsiasi cittadino iscritto nelle liste elettorali del Comune di Terni, tra coloro che siano dotati di qualificata esperienza giuridico-amministrativa e che, per preparazione professionale ed esperienza acquisita nel campo della tutela dei diritti, diano garanzie di indipendenza e correttezza.
2. Non possono essere designati alla carica di Difensore Civico:
i membri del Parlamento Europeo, del Parlamento Nazionale, dei Consigli Regionali, Provinciali, Comunali e Circoscrizionali, del Comitato Regionale di Controllo sugli atti degli Enti Locali e di sue sezioni decentrate, nonché coloro che abbiano ricoperto le medesime cariche nella precedente legislatura o nel precedente mandato;
i candidati ancorché‚ non eletti, al Consiglio Regionale, al Consiglio Provinciale, al Consiglio Comunale ed ai Consigli Circoscrizionali di Terni nelle ultime elezioni amministrative;
i dipendenti del Comune di Terni e delle Istituzioni, Aziende Speciali ed Enti controllati dal Comune;
gli Amministratori delle Aziende Sanitarie e Ospedaliere Locali , nonché i componenti dei Consigli di Amministrazione di Istituzioni, Aziende Speciali ed Enti controllati dal Comune ancorchè cessati dalla carica da almeno tre anni e nominati dal Sindaco in carica;
tutti coloro che ricoprono cariche in partiti politici ed organizzazioni sindacali;
coloro che si trovino in condizioni di ineleggibilità o di incompatibilità alla carica di Consigliere Comunale, ovvero i famigliari, i parenti in linea retta e gli affini fino al terzo grado del Sindaco, degli Assessori e dei dirigenti di cui all'art.51 della legge 8 giugno 1990, n.142.
3. Il candidato alla carica di Difensore Civico può dichiarare la propria appartenenza ad associazioni di qualsiasi natura.
4. Possono avanzare candidature alla carica di Difensore Civico, con le modalità stabilite dal Regolamento di cui all'art. 37 comma 3, lettera d), ciascun Consigliere Comunale o almeno cento cittadini elettori con proposta corredata da firme autenticate.
5. Le proposte sono rese pubbliche a cura del Sindaco, con le modalità previste dal Regolamento di cui al precedente comma.
6. Il Difensore Civico è eletto dal Consiglio Comunale, su proposta del Presidente dell'assemblea, con la maggioranza dei quattro quinti dei componenti. Qualora nelle prime due sedute non sia presente almeno la maggioranza dei quattro quinti dei componenti del Consiglio o non venga raggiunta la maggioranza dei quattro quinti dei medesimi, si procede ad un terzo scrutinio, da tenersi in altra seduta, nel quale è richiesta la maggioranza dei due terzi. Qualora non siano presenti almeno i due terzi dei componenti del Consiglio o non venga raggiunta la maggioranza dei due terzi degli stessi, dopo il terzo scrutinio è sufficiente la maggioranza assoluta. La proposta è formulata, sentita la Conferenza dei capigruppo, in base alle candidature ritualmente presentate e previa verifica della loro ammissibilità, secondo quanto previsto dal Regolamento di cui all'art. 37 comma 3, lettera d).
7. Il Difensore Civico dura in carica cinque anni e può essere rieletto per una sola volta. Il Difensore Civico cessa dalla carica:
alla scadenza del mandato quinquennale;
per dimissioni, morte, impedimento grave o per incompatibilità sopravvenuta;
quando il Consiglio Comunale, con la maggioranza dei tre quarti dei suoi componenti, ne deliberi la revoca per gravi violazioni di Legge, dello Statuto o dei Regolamenti Comunali, su richiesta motivata di uno o più Consiglieri Comunali o di duemilacinquecento cittadini con firme autenticate raccolte nei due mesi precedenti.

Articolo 23 (Dotazione di bilancio, personale e rendiconto)

1. L'Amministrazione Comunale assicura, con delibera di Consiglio Comunale, al Difensore Civico le risorse strumentali ed i mezzi finanziari per il funzionamento dell'ufficio.
2. Il Difensore Civico procede annualmente a dare comunicazioni del proprio stato patrimoniale ed economico, con le modalità previste per i Consiglieri Comunali.
3. Al Difensore Civico viene corrisposta una indennità nella misura e secondo le modalità stabilite dall'Amministrazione Comunale, attraverso delibera di Consiglio Comunale.

Articolo 24 (Poteri)

1. Il Difensore Civico agisce su sollecitazione, comunque proposta, dei cittadini singoli o associati, e di propria iniziativa. Quando il Difensore Civico ravvisi atti, comportamenti od omissioni in violazione dei principi di imparzialità e buon andamento, ovvero in violazione delle disposizioni richiamate dell'art. 21 comma 2:
trasmette al responsabile del procedimento, ovvero dell'ufficio o del servizio, una comunicazione scritta con l'indicazione del termine e delle modalità corrette per sanare la violazione riscontrata;
può richiedere la promozione dell'azione disciplinare;
può agire in giudizio ai sensi dell'art. 7, comma 1, della legge 8 giugno 1990, n. 142;
sollecita il Consiglio Comunale, la Giunta, il Sindaco o l'Assessore ad assumere i provvedimenti di propria competenza, informandone in ogni caso il Consiglio Comunale e le Consulte dell'associazionismo e del volontariato.

Articolo 25 (Relazione al Consiglio)

1. Il Difensore Civico presenta, entro il 31 dicembre di ciascun anno, una relazione sulla propria attività al Consiglio Comunale, che la esamina e ne cura la massima diffusione.

Articolo 26 (Convenzioni)

1. Il Sindaco, anche su richiesta del Difensore Civico, propone a pubbliche amministrazioni statali o regionali o ad enti o aziende pubbliche o private che hanno uffici nel territorio comunale la stipula di convenzioni per consentire al Difensore Civico di esercitare le proprie competenze nei loro confronti.

Articolo 27 (Uffici per la difesa civica)

1. Il Difensore Civico, con propria determinazione, istituisce nell'ambito del suo ufficio sezioni specializzate per determinate materie o per categorie di cittadini che versino in particolari condizioni di svantaggio.


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