Statuto

Titolo III - Organi Istituzionali

CAPO 1 - ORGANI ISTITUZIONALI

Articolo 28 (Organi)

1. Sono organi del Comune: il Consiglio Comunale, la Giunta, il Sindaco.

CAPO 2 - CONSIGLIO COMUNALE

Articolo 29 (Elezione e durata del Consiglio Comunale)

1. L'elezione e la durata del Consiglio Comunale, il numero e la posizione giuridica dei Consiglieri sono regolati dalla Legge.
2. I Consiglieri entrano in carica all'atto della proclamazione e, in caso di surrogazione, non appena adottata dal Consiglio la relativa deliberazione.
3. Il Consiglio dura in carica sino all'elezione del nuovo, limitandosi, dopo la pubblicazione del decreto di indizione dei comizi elettorali, ad adottare gli atti urgenti ed improrogabili ed a svolgere funzioni di controllo.
4. I Consiglieri cessati dalla carica per effetto dello scioglimento del Consiglio Comunale continuano ad esercitare gli incarichi esterni ad essi eventualmente attribuiti fino alla nomina dei successori.

Articolo 30 (Presidente del Consiglio ed Ufficio di Presidenza)

1. Il Consiglio Comunale procede alla elezione del Presidente e di due Vice Presidenti nel proprio seno.
2. Il Presidente insieme ai due Vice Presidenti costituisce l'Ufficio di Presidenza.
3. Alla elezione del Presidente e dei Vice Presidenti si procede mediante due distinte votazioni a scrutinio segreto.
4. Il Presidente del Consiglio Comunale è eletto con la maggioranza dei due terzi dei componenti del Consiglio medesimo. Qualora nelle prime due sedute non sia presente almeno la maggioranza dei due terzi dei componenti del Consiglio ovvero, nel caso di scrutinio non venga raggiunta la maggioranza dei due terzi degli stessi, dopo la seconda seduta è sufficiente la maggioranza assoluta. L'elezione dei Vice Presidenti avviene con voto limitato ad uno. Si considerano eletti i Consiglieri che riportano il maggior numero di voti. A parità di voti risulta eletto il Consigliere più anziano di età.
5. In caso di cessazione dalla carica di uno dei due Vice Presidenti, si procede alla rielezione di entrambi i Vice Presidenti.
6. Il Presidente rappresenta il Consiglio Comunale, ne garantisce l'autonomia funzionale ed organizzativa ed esercita tutte le funzioni ed i compiti attribuiti dalla legge, dallo statuto e dal regolamento.
7. Il Presidente del Consiglio esercita, in particolare, le seguenti funzioni:
convoca e presiede l'assemblea e ne dirige i lavori, tutelando i diritti e le prerogative dei Consiglieri;
assicura il collegamento istituzionale con gli altri organi del Comune;
convoca la Conferenza dei Capigruppo e dei Presidenti delle Commissioni;
coordina l'attività delle Commissioni secondo quanto stabilito dalla Conferenza dei Presidenti dei gruppi consiliari.
redige l'ordine del giorno dell'assemblea sentita la Conferenza dei Presidenti dei gruppi consiliari e la Giunta;
assicura una adeguata e preventiva informazione ai gruppi consiliari e ai singoli Consiglieri sulle questioni sottoposte al Consiglio
8. I Vice Presidenti svolgono funzioni vicarie in caso di assenza o impedimento del Presidente, con precedenza per il più anziano di età.
9. Il Presidente, nell'esercizio delle sue funzioni, si avvale dell'azione di supporto dell'Ufficio di Presidenza, che è convocato almeno due volte al mese.
10. Al Presidente e all'Ufficio di Presidenza sono assicurate attrezzature, risorse finanziarie e servizi secondo le modalità previste nel regolamento interno del Consiglio Comunale.
11. L'esercizio delle competenze del Presidente ed il funzionamento dell'Ufficio di Presidenza e della Conferenza dei Capigruppo e delle Commissioni sono disciplinati dal Regolamento interno del Consiglio Comunale.

Articolo 31 (Revoca del Presidente del Consiglio Comunale)

1. Il Presidente del Consiglio può essere revocato qualora compia atti contrari allo Statuto o gravi e reiterate violazioni di legge ovvero per gravi motivi.
2. La revoca è deliberata dal Consiglio Comunale a maggioranza dei due terzi dei componenti il Consiglio medesimo.
3. Il Consiglio, nella stessa seduta in cui procede alla revoca del Presidente, nomina il nuovo Presidente, ai sensi dell'art. 30, comma 4.
4. Nel caso in cui il Consiglio proceda alla revoca del Presidente, ai sensi dei commi 1 e 2, la Presidenza dell'Assemblea è assunta dal Vice Presidente più anziano di età, sino alla nomina del nuovo Presidente.

Articolo 32 (Consiglieri Comunali)

1. I Consiglieri Comunali hanno diritto ad ottenere dagli uffici del Comune, nonché dalle Aziende ed Enti dipendenti, tutte le notizie e le informazioni in loro possesso, utili all'espletamento del proprio mandato. Sono tenuti al segreto nei casi specificatamente determinati dalla Legge.
2. I Consiglieri hanno diritto di iniziativa su ogni oggetto di competenza del Consiglio. Hanno diritto di interrogazione, interpellanza, mozione, emendamento, che esercitano nelle forme previste dal Regolamento interno. Le risposte alle interrogazioni e alle interpellanze devono essere date entro quarantacinque giorni.
3. Il diritto di iniziativa si esercita sotto forma di proposta di deliberazione. La proposta, redatta dal Consigliere, è trasmessa al Presidente del Consiglio Comunale che la inserisce all'ordine del giorno secondo quanto previsto dal Regolamento interno.
4. Il Regolamento interno disciplina l'esercizio dei diritti dei Consiglieri Comunali.
5. I Consiglieri si costituiscono in gruppi secondo le modalità stabilite dal Regolamento interno. Ai gruppi consiliari sono assicurati, per l'esercizio delle loro funzioni, idonei spazi, supporti tecnico-organizzativi e risorse finanziarie, proporzionalmente alla loro consistenza numerica.
6. Ai Consiglieri Comunali è corrisposto un gettone di presenza per l'effettiva partecipazione ad ogni seduta del Consiglio, delle Commissioni, dell'Ufficio di Presidenza, della Conferenza dei Capigruppo. L'ammontare è commisurato all'indennità mensile corrisposta al Sindaco e non può essere inferiore ad un sessantesimo di tale indennità. In nessun caso l'ammontare dei gettoni spettanti al singolo Consigliere, nell'ambito di un mese, può superare l'importo di un terzo dell'indennità mensile percepita dal Sindaco.
7. L'ammontare del gettone di presenza dei Consiglieri è determinato annualmente dal Consiglio Comunale in sede di approvazione del Bilancio di Previsione. Le modalità di erogazione del gettone sono disciplinate dal Regolamento interno.
8. I Consiglieri provvedono annualmente a dare comunicazione del proprio stato patrimoniale ed economico, secondo le norme stabilite dal Regolamento interno.

Articolo 33 (Competenze del Consiglio)

1. Il Consiglio Comunale è l'organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo.
2. Il Sindaco, entro dieci giorni dalla elezione del Presidente e dei Vice Presidenti del Consiglio, sentita la Giunta, chiede la convocazione dell'Assemblea per la presentazione e la discussione delle linee programmatiche relative alle azioni e ai progetti da realizzare nel corso del mandato. Il Consiglio discute le linee programmatiche delle azioni ed ai progetti presentate dal Sindaco e partecipa alla relativa definizione mediante proposte di emendamenti ed ordini del giorno. La discussione si conclude con una dichiarazione del Sindaco sull'accoglimento o meno delle proposte emendative e con un voto del Consiglio sul testo definitivo presentato dal Sindaco.
3. Il Consiglio verifica l'adeguamento delle linee programmatiche in sede di presentazione del Bilancio. Il Consiglio verifica l'attuazione delle linee programmatiche nel corso di una sessione straordinaria da concludersi entro il 31 luglio di ciascun anno ed in sede di discussione e approvazione della proposta di assestamento di bilancio.
4. In occasione della verifica e dell'adeguamento di cui al comma 3, il Sindaco presenta una relazione generale con allegate le relazioni di competenza dei singoli Assessori.
5. Il Regolamento interno disciplina le procedure della partecipazione del Consiglio alla definizione, all'adeguamento ed alla verifica delle linee programmatiche presentate dal Sindaco. 6. Il Consiglio svolge ogni altra funzione prevista dalla Legge, dallo Statuto e dai Regolamenti.

Articolo 34 (Funzionamento del Consiglio)

1. Il Consiglio Comunale è dotato di autonomia funzionale e organizzativa.
2. Il funzionamento del Consiglio Comunale, nel quadro dei principi stabiliti dallo Statuto, è disciplinato dal Regolamento interno.
3. Il Regolamento disciplina, tra l'altro:
la convocazione, la presentazione e la discussione delle proposte;
le modalità di assegnazione al Consiglio dei servizi, delle attrezzature e delle risorse finanziarie necessarie a garantirne l'autonomia e il funzionamento;
la gestione di tutte le risorse attribuite al Consiglio per il funzionamento proprio, dei propri organi e dei gruppi consiliari regolarmente costituiti.
4. Gli atti ed i provvedimenti del Consiglio Comunale, dopo l'esame delle Commissioni competenti per materia, vengono sottoposti all'approvazione dall'Assemblea secondo quanto previsto dal Regolamento interno.
5. Il Regolamento interno può prevedere, limitatamente a determinati atti, procedure abbreviate da attivarsi su richiesta motivata del Sindaco, previa acquisizione del parere della Conferenza dei Capigruppo.

Articolo 35 (Organizzazione del Consiglio)

1. Il funzionamento del Consiglio è disciplinato dal Regolamento interno che stabilisce in particolare le modalità di convocazione del Consiglio e quelle per la presentazione e discussione delle proposte, nel rispetto dei seguenti principi:
pubblicità delle sedute , salvo i casi espressamente stabiliti;
validità delle sedute con almeno la metà più uno dei componenti del Consiglio.
2. I Consiglieri sono tenuti a partecipare alle sedute del Consiglio Comunale. In caso di impedimento ne informano preventivamente e per iscritto il Presidente che ne dà comunicazione al Consiglio. I Consiglieri che non intervengono a cinque sedute consecutive senza giustificato motivo sono dichiarati decaduti. La decadenza è pronunciata dal Consiglio Comunale, decorsi almeno dieci giorni dalla notifica all'interessato di apposita comunicazione , senza che questi abbia fatto pervenire le proprie giustificazioni o qualora queste non siano state ritenute plausibili.
3. Gli Assessori sono tenuti a partecipare alle sedute del Consiglio Comunale senza concorrere a determinare il numero legale per la validità delle adunanze e senza diritto di voto.

Articolo 36 (Convocazione del Consiglio)

1. Il Consiglio Comunale è convocato dal Presidente che stabilisce la data e l'ordine del giorno della seduta sentita la Conferenza dei Capigruppo, secondo quanto previsto dal regolamento interno.
2. Il Sindaco può richiedere che vengano iscritte all'ordine del giorno, in via prioritaria e nell'ordine indicato, proposte di deliberazione ritenute essenziali per l'attuazione del programma di governo, previa acquisizione del parere della Conferenza dei Capigruppo. L'iscrizione è obbligatoria per le proposte relative agli atti di cui all'art. 32 comma 2 lettere b) ed i) della legge 8 giugno 1990 n. 142.
3. Il Presidente convoca il Consiglio entro il termine di dieci giorni dalla richiesta del Sindaco o di un decimo dei componenti del Consiglio medesimo.
4. La convocazione dei Consiglieri deve essere fatta con avvisi scritti da consegnarsi a domicilio. I Consiglieri, non domiciliati nel Comune, ai fini delle comunicazioni predette sono tenuti ad eleggere domicilio nell'ambito del territorio comunale. La consegna deve risultare da dichiarazione del messo comunale.
5. L'avviso con l'elenco degli argomenti da trattare, deve essere consegnato ai Consiglieri almeno cinque giorni prima di quello della convocazione. Nei casi d'urgenza, l'avviso con il relativo elenco degli argomenti da trattare può essere consegnato almeno ventiquattro ore prima del giorno stabilito per l'adunanza.
6. In tal caso, qualora la maggioranza dei Consiglieri presenti lo richieda, ogni deliberazione può essere differita al giorno seguente. Il differimento si applica anche agli elenchi di argomenti da trattarsi in aggiunta ad altri già iscritti nell'ordine del giorno di una determinata seduta. L'elenco degli argomenti da trattare nelle sedute del Consiglio Comunale deve, sotto la responsabilità del Segretario Comunale, essere pubblicato all'Albo Pretorio il giorno precedente quello stabilito per la seduta.
7. I Consiglieri comunali hanno diritto di accesso agli uffici di Segreteria Generale, di Archivio e di Protocollo, al fine della visione e dell'acquisizione di copia degli atti relativi alle proposte di deliberazione iscritte all'ordine del giorno e di depositare eventuali atti. L'accesso è previsto, durante l'orario di ufficio, tutti i giorni dal lunedì al sabato compreso, esclusi i giorni festivi anche a carattere locale.

Articolo 37 (Potestà Regolamentare)

1. Il Comune ha potestà regolamentare in tutte le materie di competenza propria nonché in quelle relative alle funzioni attribuite o delegate da legge statali regionali.
2. Il Comune esercita la potestà regolamentare nel rispetto dei principi fissati dalla Legge e dallo Statuto.
3. Il Consiglio Comunale adotta, in particolare, i seguenti Regolamenti:
Regolamento interno del Consiglio Comunale;
Regolamento del funzionamento del Collegio dei Revisori dei Conti;
Regolamento dei procedimenti amministrativi e del diritto di accesso e di informazione del cittadino;
Regolamento di organizzazione e funzionamento del Difensore Civico;
Regolamento di Contabilità
Regolamento per la disciplina dei Contratti;
Regolamento delle funzioni di Polizia Comunale;
Regolamento delle libere forme associative.
Regolamento di Referendum Consultivi e Propositivi.
Regolamento delle Consulte.
Regolamento delle Circoscrizioni.
Regolamento delle Istituzioni
Regolamento sugli Istituti di partecipazione.

Articolo 38 (Adozione dei Regolamenti)

1. Sono deliberati con la maggioranza dei due terzi dei componenti del Consiglio Comunale:
il Regolamento degli Istituti di Partecipazione;
il Regolamento di organizzazione e funzionamento del Difensore Civico;
il Regolamento delle Circoscrizioni.
Qualora nelle prime due sedute non sia presente almeno la maggioranza dei due terzi dei componenti del Consiglio ovvero, nel caso di scrutinio non venga raggiunta la maggioranza di due terzi degli stessi, dopo la seconda seduta è sufficiente la maggioranza assoluta.
2. Il Regolamento interno del Consiglio Comunale è approvato a maggioranza assoluta dei componenti.
3. L'iniziativa dei Regolamenti appartiene al Sindaco, alla Giunta e a ciascun Consigliere.
4. La proposta di Regolamento deve essere redatta in articoli ed accompagnata da una relazione illustrativa.
5. I Regolamenti approvati dal Consiglio, una volta divenuti esecutivi ai sensi di legge, sono pubblicati all'Albo Pretorio.
6. I Regolamenti entrano in vigore il quindicesimo giorno successivo a quello della pubblicazione all'Albo Pretorio, salvo diversa disposizione contenuta nei regolamenti stessi.

Articolo 39 (Commissioni)

1. Il Consiglio Comunale si articola in quattro Commissioni Permanenti di cui tre aventi funzioni istruttorie, di indirizzo, conoscitive e referenti su tutti gli atti e le materie di competenza del Consiglio ed una denominata Commissione di Controllo e Garanzia.
2. La Commissione di Controllo e Garanzia verifica:
la corretta applicazione dei principi di cui alla Legge 7 agosto 1990 n. 241 e successive modifiche ed integrazioni;
i tempi e le modalità di esecuzione delle deliberazioni approvate dal Consiglio Comunale;
la corretta e tempestiva informazione dei cittadini da parte dell'Ente;
la corretta applicazione della procedura di assegnazione degli appalti;
la regolare attuazione di convenzioni e accordi di programma stipulati con soggetti pubblici e privati;
la tempestività delle risposte del Sindaco alle istanze e petizioni e alle interrogazioni e interpellanze popolari di cui agli artt. 7 e 10;
le deliberazioni in materia di regolamento degli uffici e dei servizi
3. La Giunta fornisce annualmente alla Commissione i dati necessari alla verifica dell'andamento delle Aziende Speciali, delle Società a Partecipazione Pubblica e delle Istituzioni cui sia affidata la gestione dei servizi pubblici locali.
4. La Commissione esercita ogni altra funzione di controllo e garanzia assegnatagli dal Consiglio Comunale.
5. Sulle materie di competenza la Commissione di Controllo e Garanzia riferisce al Consiglio Comunale almeno due volte l'anno secondo tempi e modalità fissati dal Regolamento interno.
6. Possono essere istituite, per particolari esigenze, Commissioni Speciali di durata temporanea e con specifico mandato, secondo le modalità previste dal Regolamento interno.
7. Il Consiglio Comunale può disporre in via straordinaria indagini su materie non comprese al comma 1 e comunque di competenza comunale, allorché ne faccia richiesta almeno un quarto dei componenti del Consiglio stesso. Qualora l'indagine non venga affidata alla Commissione Permanente di Controllo e Garanzia, si procede all'istituzione di apposita Commissione secondo le modalità disciplinate dal regolamento interno.

Articolo 40 (Funzionamento delle Commissioni)

1. Le Commissioni sono istituite dal Presidente del Consiglio, in relazione alla consistenza numerica dei gruppi consiliari e su indicazione dei Capigruppo, garantendo la presenza di almeno un rappresentante per gruppo.
2 La Presidenza della Commissione di Controllo e Garanzia e delle Commissioni Straordinarie è assegnata alle opposizioni.
3. I Presidenti ed i Vice Presidenti delle Commissioni sono eletti dal Consiglio Comunale con distinte votazioni segrete e con voto limitato ad un nome. Le altre modalità di organizzazione e funzionamento delle Commissioni sono stabilite dal Regolamento interno. Le sedute delle Commissioni Permanenti sono pubbliche, salvo i casi previsti dal Regolamento interno.
4. Le Commissioni Permanenti con funzioni istruttorie, di indirizzo, conoscitive e referenti procedono all'esame in via istruttoria degli atti loro assegnati con le modalità di cui al Regolamento interno e ne riferiscono al Consiglio.
5. Qualora il Presidente del Consiglio Comunale, sentita la Conferenza dei Capigruppo, assegni una proposta di deliberazione ad una Commissione in sede redigente , la Commissione procede all'esame ed alla deliberazione della proposta e la trasmette al Consiglio per il voto finale, previa dichiarazione di voto di un rappresentante per ciascun gruppo consiliare.
6. Le Commissioni sono dotate di personale e strutture idonee. Dispongono di specifici stanziamenti in bilancio per l'esercizio delle loro funzioni, secondo quanto previsto dal Regolamento interno.
7. E' fatto obbligo a tutti i responsabili degli uffici del Comune, nonché di Enti o di Aziende da esso istituiti o partecipati, di fornire alle Commissioni di indagine tutti i documenti e le informazioni richieste, senza vincolo di segreto.

CAPO 3 - GIUNTA COMUNALE E SINDACO

Articolo 41 (Giunta Comunale)

1. La Giunta Comunale collabora con il Sindaco nell'amministrazione del Comune ed opera attraverso deliberazioni collegiali.
2. La Giunta Comunale è composta dal Sindaco, che la presiede, e da un numero di Assessori non inferiore ad un sesto e non superiore ad un terzo del Consiglieri del Consiglio Comunale, compreso il Sindaco, con arrotondamento aritmetico. Per la composizione della Giunta si applicano le norme vigenti in tema di incompatibilità ed ineleggibilità alla carica di Consigliere comunale.
3. La carica di Assessore è incompatibile con la carica di Consigliere Comunale.
4. Qualora un Consigliere Comunale assuma la carica di Assessore cessa dalla carica di Consigliere all'atto della accettazione della nomina.
5. All'atto della nomina gli Assessori sono tenuti a dare comunicazione del proprio stato patrimoniale ed economico con le modalità previste per i Consiglieri Comunali art. 33, comma 1, Legge 142/90.

Articolo 42 (Regolamento di Organizzazione

1. La Giunta adotta apposito Regolamento per disciplinare le forme di organizzazione e le modalità di deliberazione.

Articolo 43 (Competenze)

1. La Giunta adotta i provvedimenti amministrativi non riservati dalla Legge, dallo Statuto e dai Regolamenti al Sindaco, al Consiglio Comunale, agli Organi del Decentramento, al Segretario Comunale ai Dirigenti.
2. La Giunta approva il regolamento sull'Ordinamento degli uffici e dei servizi.
3. La Giunta adotta tutti i provvedimenti amministrativi di esecuzione degli atti riservati alla competenza del Consiglio Comunale.
4. La Giunta può deliberare in via di urgenza le variazioni di bilancio ai sensi dell'art. 32, comma 3, della Legge 8 giugno 1990, n.142. La deliberazione deve essere ratificata dal Consiglio Comunale entro sessanta giorni. Qualora il Consiglio Comunale neghi la ratifica o modifichi la delibera di variazione deve, nello stesso atto, regolare i rapporti giuridici eventualmente sorti.
5. Per la pubblicazione e l'esecutività delle deliberazioni della Giunta si osservano le disposizioni di legge.

Articolo 44 (Sindaco)

1. Il Sindaco rappresenta l'Ente ed è l'Organo responsabile dell'organizzazione politica ed amministrativa del Comune.
2. Il Sindaco dirige l'attività della Giunta assicurandone l'unità politica ed amministrativa di governo e la rispondenza agli atti di indirizzo del Consiglio Comunale. Esercita i poteri di iniziativa per gli atti di competenza del Consiglio.
3. Il Sindaco inoltre:
nomina gli assessori ed il Vice Sindaco dandone comunicazione al Consiglio nella prima seduta successiva alla elezione da svolgersi entro quindici giorni dalla proclamazione degli eletti;
può revocare il Vice Sindaco, uno o più Assessori, dandone motivata comunicazione al Consiglio;
assegna e modifica ad ogni Assessore competenze per settori omogenei e per progetti specifici, dandone comunicazione al Consiglio;
impartisce direttive ai singoli Assessori.
4. Il Sindaco sovrintende al funzionamento degli uffici e dei servizi, anche avvalendosi delle collaborazioni esterne, secondo le modalità previste dalla Legge e dai Regolamenti.
5. Nell'esercizio delle sue funzioni il Sindaco:
nomina i responsabili degli uffici e dei servizi;
attribuisce e definisce gli incarichi dirigenziali e quelli di collaborazione esterna, secondo le modalità previste dalla Legge, dallo Statuto e dai Regolamenti;
impartisce direttive al Segretario Comunale e ai dirigenti;
sospende, nei casi previsti dalla legge, i dipendenti comunali;
nomina, sulla base degli indirizzi stabiliti dal Consiglio, i rappresentanti del Comune presso Enti, Aziende ed Istituzioni, potendo provvedere altresì alla loro revoca.
6. Il Sindaco inoltre:
promuove la conclusione di Accordi di Programma e svolge altri compiti connessi, di cui all'art. 27, commi 1 e 5, della legge 8 giugno 1990, n. 142;
ha competenza in materia di liti attive e passive;
emana, nelle materie di competenza comunale, ordinanze in conformità alle Leggi ed ai Regolamenti;
riceve le dichiarazioni di notorietà pubblica e rilascia gli attestati di identità personale.
7. Spettano al Sindaco le altre competenze ad esso attribuite dalle Leggi, dallo Statuto e dai Regolamenti.
8. Il Sindaco, o chi ne fa legalmente le veci, esercita le funzioni di ufficiale di governo nei casi previsti dall'art. 38 della legge 8 giugno 1990, n.142, nonché le funzioni a lui demandate dalle leggi regionali.
9. Il Sindaco elabora le linee guida del piano degli orari, in conformità con le disposizioni di legge, al fine di armonizzare l'espletamento dei servizi con le esigenze complessive e generali degli utenti. Il piano è approvato dal Consiglio Comunale su proposta del Sindaco ed è attuato con apposite ordinanze.

Articolo 45 (Vice Sindaco)

1. Il Vice Sindaco sostituisce il Sindaco in caso di assenza ed impedimento temporaneo ed esercita le funzioni delegate ai sensi dell'art. 46.
2. In caso di assenza ed impedimento del Vice Sindaco, le relative funzioni sono temporaneamente svolte da un Assessore individuato dal Sindaco all'atto della nomina della Giunta.

Articolo 46 (Delega di funzioni)

1. Il Sindaco può delegare e revocare al Vice Sindaco e ad ogni Assessore funzioni proprie nonché‚ la firma dei relativi atti. Il Sindaco può modificare il contenuto delle deleghe accordate e disporre la sospensione dei singoli atti delegati.
2. Al fine di garantire il buon andamento dell'attività amministrativa, il Regolamento della Giunta di cui all'art. 42 disciplina i criteri generali per l'attribuzione delle deleghe.

Articolo 47 (Mozione di sfiducia)

1. Il voto del Consiglio Comunale contrario ad una proposta del Sindaco o della Giunta non comporta l'obbligo di dimissioni.
2. Il Sindaco e la Giunta cessano dalla carica in caso di approvazione di una mozione di sfiducia votata per appello nominale dalla maggioranza assoluta dei componenti del Consiglio Comunale. La mozione di sfiducia deve essere motivata e sottoscritta da almeno due quinti dei componenti il Consiglio Comunale senza computare a tal fine il Sindaco. La mozione viene messa in discussione non prima di dieci giorni e non oltre trenta giorni dalla sua presentazione. L'approvazione della mozione di sfiducia comporta lo scioglimento del Consiglio ai sensi di legge.


 Statuto

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Gennaio 2017
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