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“Per i dirigenti risparmiati 340 mila euro e valutata la produttività”

(Direzione Generale/Uff. stampa) – Sulla dirigenza il Comune di Terni ha risparmiato, negli ultimi due anni, oltre 300 mila euro. Il fondo per la retribuzione dei dirigenti corrisponde ai dettami della normativa nazionale e del contratto di lavoro ed è stato più volte posto a verifica contabile e regolamentare. Il Comune di Terni ha firmato un accordo con le organizzazioni sindacali che, per quanto riguarda la dirigenza, rispetto al contratto nazionale, premia i risultati raggiunti a discapito della parte di retribuzione dovuta alla ‘posizione’, al semplice fatto, cioè, di essere dirigente. Negli ultimi due anni il numero dei dirigenti in servizio è ulteriormente diminuito,  scendendo di altre  tre unità. Queste cessazioni, che non sono state reintegrate, hanno comportato una riduzione delle spese del personale di oltre 195.000 euro.
Non essendo diminuite le competenze dell’Ente, che di contro è chiamato dalla normativa vigente a compiti e funzioni sempre più articolati, l’amministrazione è intervenuta con una ridefinizione del modello organizzativo che ha comportato la ridistribuzione delle competenze con il corrispettivo aumento di complessità e di responsabilità dell’attività dei dirigenti.
L’Amministrazione Comunale, in merito ad alcuni articoli di stampa sulla retribuzione ai dirigenti e in particolare sulla costituzione del fondo della dirigenza, ha diffuso una nota: “ Per la  costituzione del fondo della dirigenza sono stati seguiti in maniera pedissequa i dettati contrattuali. L’operato dell’Amministrazione Comunale è stato sottoposto, insieme a tutta la spesa del personale, a un’ispezione ministeriale nel 2005, i cui risultati sono stati, come previsto dalla normativa in materia, trasmessi alla Corte dei Conti. Nessun rilievo sostanziale è stato formulato sull’entità del fondo dei dirigenti. Fino al 2010 era illegittimo decurtare il fondo in presenza di cessazioni dal servizio dei dirigenti. A tal proposito esiste anche un parere dell’Aran. Successivamente, dal 2011, la normativa è stata modificata e prevede che, nel caso di cessazioni non reintegrate di personale, il fondo venga decurtato in modo proporzionale. Cosa che è avvenuta seguendo le modalità applicative della circolare del ministero delle Finanze. Nella sostanza nel 2011 il fondo è diminuito per oltre 74 mila euro, nel 2012 di quasi 70 mila euro per un totale di 143 mila 938 euro.
 La produttività che riguarda gli obiettivi raggiunti nell’anno 2011 ammonta a complessivi 207.273 euro che  stati erogati solo con un acconto di 51.000 euro nel mese di maggio.
 L’Amministrazione ha voluto, inoltre, puntare sul raggiungimento degli obiettivi da parte dei dirigenti, nell’ottica del miglioramento dei servizi e dei risparmi di gestione. Per questo la normativa contrattuale nazionale è stata applicata a livello  locale con un accordo, siglato il 7 agosto di quest’anno, con le organizzazioni sindacali che prevede che  fino al  25% delle risorse economiche destinate al fondo del salario siano legate agli aspetti valutativi”.