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“Garante dei detenuti e dei bambini: decisione non più rinviabile”

(Direzione Generale/Uff. Stampa) - “Auspico che il Consiglio regionale dell’Umbria nella seduta di martedì 16 ottobre riesca ad eleggere, in attuazione di leggi già in vigore (L.R 13/2006 e L.R. 18/2009) le figure del Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive o limitative della libertà personale e del garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza”. Lo scrive in una propria nota il presidente del consiglio comunale di Terni Giorgio Finocchio.
“In un momento in cui si accavallano e si moltiplicano le difficoltà economiche e sociali – continua Giorgio Finocchio -  ritengo che occorra fornire risposte concrete e utili per l’intera collettività con particolare riguardo alle categorie e alle persone che sono più svantaggiate e più deboli, come purtroppo i fatti di cronaca quotidiana ci consegnano, cercando di prevenire e di controllare fenomeni la cui gravità è sotto gli occhi di tutti”.
“L’evoluzione e i veloci cambiamenti della società ci consegnano domande sempre più specifiche, spesso coniugate a episodi di violenze fisiche e psicologiche di varia natura, che possono accadere e accadono dentro qualsiasi recinto chiuso o mura, siano esse mura familiari, scolastiche o mura di prigioni, e sono spessissimo solo percepite o intuite dalle istituzioni e dall’intera opinione pubblica, salvo poi salire alla cronaca a seguito dei fatti di più gravi ed eclatanti”.
“In un Paese come l’Italia, nel quale per ragioni storiche, culturali e politiche, i diritti sono continuamente messi in discussione e dipendono in misura notevole dall’emergenza del fatto più che dalla forza del diritto, ritengo che le figure di garanzia, pur non risolvendo tutti i problemi aperti, possono certamente fornire un contributo importante e aiutare il mondo istituzionale e amministrativo a tutti i livelli”.
“E’ una questione – conclude il presidente del consiglio comunale di Terni - che riguarda tutta l’Umbria, la sua natura di terra civile rispettosa del diritto e dei diritti: sarebbe una piccola ma significativa prova per una politica che può e deve ritrovare la dignità della propria azione”.